Riprendo questo articolo di Cotrozzi Livio (del 29 ottobre su Periodico italiano), il giornale di cui ho parlato nell’articolo dei “megalomani” attuali.
Il motivo per cui lo riporto e lo commento: da una parte per farvi capire quanto espresso nel mio precedente articolo appena citato e pubblicato oggi stesso, in merito al fatto che qualcuno abbia tentato un attacco al sito per “zittire” queste cose “scomode” (eheh). Dall’altra perché, io, Pinocchio proprio non l’ho mai potuto sopportare, e mi dispiace per coloro che lo amano. Cotrozzi scrive:
“Pinocchio tornerà in questa tv generazionalista, sboccata, informe ed ottusa, rimodellando di molto i personaggi che Lorenzini (Collodi), creò.”
Vista la premessa cominciamo bene. Generazionalista la vede lui, la tv di oggi, ma se avesse spiegato cosa intendeva, forse, si sarebbe capito meglio! Informe, ottusa e sboccata: ah ecco, ora capisco, chissà quali programma guarda!
Comunque, scriva quel che vuole, io faccio riferimento, in questo caso, all’argomento oggetto dell’articolo, non all’autore. Contuinua:
“Mastro Geppetto non sarà il solitario falegname, povero in canna e dall’accento toscano che tutti ricordiamo, ma un ruvido padre che impara sulla pelle il mestiere di genitore, il Grillo Parlante, la voce della coscienza, da sempre simbolo di libertà fortunatamente tornerà ad essere quello ch’è sempre stato: meno disposto alla pazienza. La Fata Turchina non avrà i capelli ‘turchini’ e l’aria è più dispettosa e meno accondiscendente. Pinocchio, seppur lo vogliono dipingere diverso, come dice Luciana Littizzetto che vestirà i panni del beffardo e al fine beffato grillo: “Le fiabe si raccontano e si ri-raccontano, alle elementari avevo la collezione di figurine del Pinocchio di Comencini, ma c’è un’attualità nuova che si può raccontare ai ragazzi di oggi”. Il ‘nuovo’ Pinocchio avrà il viso di Robbie Kay, e ci domandiamo perché in Italia non esiste un bambino che avrebbe potuto essere il ‘figo’ che il grillo parlante Litizzetto dice che sia: “Perchè è curioso di tutto, ficca il naso dovunque e non passa intere giornate attaccato alla playstation”.
Mastro Geppetto, doppiato da Massimo Ghini, è interpretato da Bob Hoskins, Violante Placido è la Fata Turchina che certo non farà invidia alla Lollobrigida di Comencini, anche senza i capelli blu. Thomas Sangster è Lucignolo, Maurizio Donadoni fa Mangiafuoco, Joss Ackland interpreta il ruolo di Mastrociliegia e Alessandro Gassman sarà Collodi, “un omaggio allo scrittore di uno dei libri più letti e conosciuti al mondo”, spiegano gli sceneggiatori Ivan Cotroneo e Carlo Mazzotta, che tradiscono pochezza d’idee se hanno avuto bisogno d’una voce narrante per dipanare una storia così bella che semplicemente si racconta da se.”
Due righe scarse per commentare l’argomento, non il pezzo, che si commenta da sé (questa si).
Pinocchio è un pezzo di legno trasformato in burattino: lo menano, lo arrestano, gli bruciano i piedi, lo truffano, lo mettono nel fuoco, si becca una tagliola e poi una punizione. Poi si trasforma in somaro, viene venduto, frustato e maltrattato, non fa in tempo a tornare burattino che un pescecane se lo mangia. Ma, alla fine, cosa succede di bello, dopo che Pinocchio ha aiutato la sua fatina in punto di morte? Ecco:
“Al risveglio Pinocchio si accorge di essersi trasformato in un ragazzo in carne e ossa; la capanna è diventata una bella casetta, i suoi vecchi vestiti si sono trasformati in nuovi e in tasca si trova un portamonete d'avorio con un biglietto: la Fata gli restituisce i quaranta soldi e lo ringrazia per il suo buon cuore. Ma i soldi sono diventati quaranta zecchini d'oro. Anche Geppetto si è trasformato: è ritornato l'arzillo vecchietto di prima e sta lavorando una cornice, riprendendo il vecchio mestiere di intagliatore in legno. Sorridendo, gli indica un burattino appoggiato su una sedia: è il vecchio involucro di Pinocchio, che si rivede come una buffa marionetta, e contento di essere diventato un ragazzino perbene.”
Insomma:
Pinocchio è uno sfigatissimo che ne passa di tutti i colori e fa spesso la fine e la figura del pistolotto; poi, d’un tratto, grazie a una fatina buona, e dopo una sua buona azione nei suoi confronti, da sfigato si trasforma in bambino, ricco e fortunatissimo!
Ma un bambino, oggi, cosa dovrebbe imparare? Ad essere sottomesso a vita, sopportando tutto e tutti in attesa che arrivi la sua fatina??
Mah, contenti voi!
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